Muffin di cioccolato e patate


Questi Muffin sono un’ottima idea sia per colazione sia per merenda, perché sono gustosi e golosi. Sarà difficile mangiarne solo uno.
Rimangono soffici e morbidi per giorni, il che permette di prepararli anche il giorno prima, se non addirittura due giorni prima rispetto al giorno in cui avete intenzione di proporli.
Poi c’è il cioccolato (chi non ama il cioccolato?) e la granella di mandorle che li rende a tratti anche croccanti.
La particolarità di questi è Muffin è che tra gli ingredienti c’è il purè di patate ed è proprio questa componente a rendere l’impasto così soffice.

Provate anche voi!

La crostata di marmellata

La crostata: un dolce molto conosciuto e molto apprezzato.

Non sono molto chiare le sue origini. Sembra che una preparazione simile a base di pasta frolla fosse già conosciuta a Venezia, dopo l’anno mille, quando si cominciò ad utilizzare lo zucchero importato dall’Oriente.
Tuttavia, pare che la prima ricetta codificata della crostata risalga al XIV secolo, quando fu inserita da Taillevent* nel suo manoscritto “Le viander”. Successivamente fu Bartolomeo Scappi ** a elencarne nel suo “Trattato di Cucina” un gran numero di crostate, sia dolci sia salate.
Da allora la ricetta della crostata si è arricchita nella pasta e negli ingredienti.
La crostata è detta all’alsaziana quando è confezionata con la classica griglia a striscioline. Si chiama “pie” se cotta nell’apposito stampo dai bordi alti. Infine, “renversée”, ovvero capovolta, quando la frutta è messa nello stampo prima della frolla.

Personalmente, la adoro sia con le marmellate, sia con la farcitura di creme, con crema pasticciera e frutta, ripiene di cioccolato e via dicendo. Una crostata non stanca mai e si adatta benissimo qualunque orario della giornata.

Per la ricetta della crostata alla marmellata, cliccate qui.


*(anno 1320 circa) primo cuoco francese di professione di cui si conservi memoria è Guillaume Tirel, soprannominato Taillevent per il gran naso con il quale sembrava fendere il vento.

** (anno 1570 circa) primo cuoco italiano ad introdurre i prodotti del nuovo mondo nella cucina tradizionale del nostro territorio. Dobbiamo a lui la comunissima “Pasta al sugo”!

Té verde Matcha

Amo il té, le tisane, soprattutto il momento in cui ci si ferma per berne una tazza in compagnia di una buona fetta di torta.
Ho scoperto quest’anno il tè verde Matcha. Un tè che si presenta in polvere, chiamato anche cacao verde e coltivato in Giappone, in condizioni climatiche particolari e con antichi metodi tradizionali. Ciò rende questo tè molto pregiato. I coltivatori giapponesi, infatti, fanno crescere le piante al riparo dal sole, in modo che abbiano il giusto grado d’ombra allo scopo di aumentarne il contenuto di clorofilla che dona a questo tè un colore verde intenso. Successivamente le sue foglie vengono raccolte a mano, cotte al vapore e poi trasformate in polvere attraverso l’utilizzo di mulini in pietra.

Insomma, un tè buono, intenso e profumato.

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“Fluffiamo”…?

Da amante delle torte, ma sopratutto delle ciambelle, di quelle morbide e soffici, non poteva mancare sullo scaffale dei libri di cucina “Le Fluffose”. Un libro di Monica Zacchia (Dolcigusti) con la collaborazione di Valentina Cappiello (laricettachevale), appunto, sulle Fluffose: sofficissime e alte ciambelle, oppure Angelcake o meglio Chiffoncake , come vengono chiamate in America.

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Di sere d’estate e di una crostata alle prugne con meringa


Oggi nasce il Blog di quarantaquattropiatti. 

Un piccolo traguardo di un piccolo progetto iniziato per gioco: perché amo la cucina e amo la fotografia, ma soprattutto, perché tanto cucinavo lo stesso e, quindi, fare le foto di ciò che cucinavo era solo una piccola attività in più.

Tutto inizia una sera d’estate quando avevo invitato a cena la mia amica Irene.
Avevo preparato l’antipasto, un primo (che non ricordo più) ed il dolce che non può mancare mai: una crostata alle prugne con meringa. A pensarci ora, la crostata era buona, ma niente di che. La marmellata di prugne era deliziosa, ma avevo avuto problemi con la meringa, mi ricordo di averla dovuto rifare due volte. Anche così non era venuta bene lo stesso. Pazienza.
Ricordo con tenerezza la sera prima della cena: dopo aver messo a nanna Giorgia, mi sono rinchiusa in cucina a preparare la crostata. Tra una cosa e l’altra avevo finito tardissimo. Ma ero fiera del risultato.

Ora la rifarei diversamente, e farei diversamente anche la foto. Ma non cambierei quella serata, perché tra un boccone l’altro Irene mi disse.”Perché non posti le foto delle tue ricette su Instagram?” – “E perché dovrei?” – “Così, per condividere…apriti un blog, scrivi e fai foto…”.

Non ci ho riflettuto molto, l’ho fatto e basta e ho scoperto una parte di me. Adoro quello che faccio e rende felici tutti quelli che passano per casa! Semplice.

Grazie Ire per la semplice domanda!

“Le ore più belle della nostra vita sono tutte collegate a un qualche ricordo della tavola”

(C. Monselet)